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Fra - la preposizione educativa

Educatrice professionale, consulente e formatrice.

Dopo dieci anni di lavoro nei servizi, durante i quali mi sono occupata per lo più di minori e famiglie, ho deciso di dedicarmi a interventi di supporto ai bisogni "normali" delle famiglie.

Il mio lavoro è supportare e accompagnare gli adulti nel processo di sostegno alla crescita di bambini e adolescenti. Sostenere la crescita e lo sviluppo implica assumersi compiti molteplici e delicati (accudimento, cura, sintonizzazione affettiva, educazione, gestione della quotidianità etc e, parallelamente, informazione e aggiornamento, riflessione, autocritica etc) in un mondo sempre più veloce, performativo e complesso. 

Se gli atteggiamenti del tuo bambino ti sembrano incomprensibili, se hai dubbi o preoccupazioni relativi allo sviluppo, se nel tuo ruolo genitoriale ti senti sopraffatto da emozioni che non riesci a governare...

Se ti trovi in difficoltà davanti ai capricci e alle crisi di rabbia, se fatichi a gestire la rivalità e i conflitti tra fratelli, se non sai come affrontare certi argomenti con il tuo bimbo...

Se ti senti smarrito davanti ai cambiamenti di tuo figlio adolescente, se l'adolescenza ha reso casa tua un campo di battaglia, se tuo figlio sta chiedendo un supporto per sè...

Se sei un genitore affidatario o adottivo, se provi senso di colpa verso tuo figlio in seguito a situazioni particolari, se ti capita di sentirti inadeguato o impreparato nell'esercizio della tua funzione adulta...

Se nella coppia o nella famiglia allargata ci sono confusione e disaccordo per le scelte educative, se far rispettare regole e limiti a tuo figlio ti sembra un'impresa titanica, se ti senti stressata a causa del carico del lavoro di cura...

In tutti questi casi, che sono assolutamente normali ed estremamente diffusi, puoi trarre beneficio dall'aiuto di un professionista.

 
Fra - la preposizione educativa
Fra - la preposizione educativa

Esistono tanti modi diversi di esercitare il proprio ruolo educativo e affettivo, che dipendono dalle caratteristiche personologiche, dalla storia e dalle modalità relazionali di ognuno. Tutti i modi possono essere ugualmente validi purché tengano conto anche dell'individualità del minore. 

Ogni bambino e ogni adolescente è unico: ha i suoi ritmi di crescita, il suo temperamento o carattere, i suoi interessi e preferenze, le sue attitudini, le sue competenze socio-emotive, nonché il suo particolare modo di comunicare, di esprimere disagio o sofferenza, di affermarsi, di ribellarsi, di impegnarsi, di amare... 

Il mio lavoro, quindi, ogni volta oscilla come un pendolo tra i due poli adulto-minore: da un lato cercheremo di comprendere meglio, insieme, il bambino/adolescente e le sue esigenze; dall'altro andremo alla scoperta delle tue risorse interne per trovare il tuo personale modo di esercitare la funzione adulta. 

La mia attività di consulenza e supporto ha sempre l'obiettivo di facilitare e rafforzare la relazione tra l'adulto e il minore, nel rispetto dell'individualità di entrambi e attraverso la valorizzazione delle caratteristiche di ognuno. Il confronto con me conduce al raggiungimento di una maggiore consapevolezza e alla definizione di possibili strategie di gestione/intervento, così da poter vivere il tuo ruolo con maggior sicurezza e serenità.

Dopo una esperienza di due anni come drammaturga, inizio a fare l’educatrice e non smetto più.

Nel corso di un decennio svolgo questo faticoso e straordinario mestiere in due comunità educative per minori, in due comunità terapeutiche, in un servizio per la formazione all’autonomia per disabili, e infine presso un servizio di tutela minori.

Sperimento quindi diversi contesti, ma mi occupo in prevalenza di famiglie e minori.

 

Il mio percorso di studi affianca quello professionale.

Nel 2009 mi laureo in Filosofia senza avere le idee chiare su cosa fare da grande. Prendo un master in PNL (programmazione neuro-linguistica) senza troppa convinzione e poco dopo mi re-iscrivo all’università. Nel 2015 mi laureo in Psicologia. Dopo di che, per coronare il mio sogno professionale, nel 2019 mi laureo in Scienze dell’educazione.

Curiosa instancabile, nel frattempo continuo ad aggiornarmi e a specializzarmi attraverso letture, convegni e corsi di formazione.

Nel 2015 scopro il metodo dell’estensione della consultazione partecipata e ne faccio il mio strumento principale. Attualmente collaboro con l’associazione scientifico culturale Dina Vallino per la divulgazione dell’estensione della consultazione partecipata ai contesti e interventi educativi.

 

Negli ultimi anni maturo pian piano il desiderio di occuparmi delle persone in modo diverso: senza lunghe liste d’attesa né, d’altra parte, cronicizzazioni degli interventi; secondo progetti specifici, che rispondano puntualmente ai bisogni e alle richieste; e attraverso procedure, strumenti e setting più agili, snelli e brevi.

Metto a fuoco che, per poter fare ciò, occorre la libertà di sperimentare, di provare nuove strade, di costruire nuove strategie.

Inizio a vedere chiaramente l’importanza di progetti preventivi e di azioni volte al sostegno della quotidianità. Si può – ed è importante farlo – intervenire a supporto dei normali bisogni delle famiglie; non sempre e solo per recuperare situazioni già compromesse o di grave disagio o di emergenza.

Capisco inoltre che per gli altri è importante anche avere la possibilità di scegliermi oppure no.