Fra - la preposizione educativa
Fra - la preposizione educativa
Fra - la preposizione educativa

Chi sono

 

Posso aiutarti?

 

Non lo so. Per capirlo, devo conoscere la tua situazione specifica e i tuoi obiettivi. 

Per questo, prima di iniziare un percorso insieme, o anche fare una consulenza singola, devo raccogliere qualche dato su di te. Puoi scegliere se fissare una call conoscitiva di 20 minuti oppure compilare un questionario.

Entrambi sono gratuiti e servono a darti la possibilità di raccontarmi la tua situazione, così saprò se sono io la professionista adatta a te.

Il mio lavoro è supportare e accompagnare gli adulti nel loro processo di sostegno alla crescita di adolescenti e preadolescenti

Cosa

faccio

Perché
lo faccio

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Mi prendo cura di chi fornisce cure

Educatrice professionale esperta in minori e famiglie, consulente e formatrice

Dopo più di dieci anni di lavoro nei servizi, ho deciso di avviare il mio progetto "fra - la preposizione educativa" per dedicarmi al supporto di genitori, insegnanti e professionisti dell'aiuto.

fra, che è anche il diminutivo del mio nome, è la preposizione che ho scelto come metafora del mio mestiere. Perché ciò che faccio è inserirmi fra le persone che compongono una famiglia (o un gruppo di lavoro) e da quella posizione osservare, porre domande e agire per districare il groviglio, facendolo rotolare in avanti.

Il mio approccio nasce dall'integrazione di saperi e discipline e dall'andirivieni tra teoria e pratica, tecnica e riflessione. 

È particolare e unico perché unisce pratiche filosofiche, tecniche drammatiche, strumenti di PNL, principi di educazione positiva, nozioni e metodi derivanti da psicologia, pedagogia e neuroscienze.

Se prenoti la chiamata, ti contatterò per avere le informazioni necessarie ed eventualmente spiegarti cosa possiamo fare insieme.

Se preferisci raccontarti per iscritto, leggerò le tue risposte al questionario e valuterò se posso prendere in carico il tuo caso ed eventualmente cosa proporti.

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Sia per le mamme e i papà sia per educatori e altri professionisti, sostenere la crescita e lo sviluppo implica assumersi compiti molteplici e delicati (cure primarie, sintonizzazione affettiva, dialogo, educazione, organizzazione di tempi e attività e, parallelamente, informazione, riflessione, autoeducazione) in un mondo sempre più frammentato, veloce e performativo.

Con adolescenti e preadolescenti, inoltre, questo processo può ulteriormente complicarsi per via di alcuni aspetti tipici di questa fase.

Pertanto, mentre si fa del proprio meglio per accompagnare la crescita dei ragazzi e delle ragazze, è assolutamente normale trovarsi a fare i conti con alcune domande o anche con degli intoppi. 

 

Sentirsi stanchi, confusi, disorientati, inefficaci, inadeguati, in scacco... Avere dubbi sulla normalità di ciò che si osserva e si vive, sviluppare nuove preoccupazioni, avere l'impressione di non riuscire a entrare in relazione... Faticare a regolare le proprie emozioni, percepire una grande distanza tra la guida e il modello che si vorrebbe essere e quello che si è... 

Tutto ciò - queste sensazioni e situazioni che sono ampiamente diffuse e "regolari" - è l'oggetto del mio lavoro.

Mi occupo di promozione del benessere all'interno delle famiglie, delle scuole e dei servizi educativi. Lo faccio attraverso attività di supporto genitoriale, consulenza e supervisione educative, formazione.

 

Lo scopo primario, e il senso profondo, del mio agire professionale è la prevenzione

Ho scelto di lavorare su dubbi, perplessità, senso di inadeguatezza, fatiche e impasse... per evitare che normali vissuti spiacevoli e normali crisi possano, se trascurati, generare malessere, disagio o burnout. 

I motivi per cui i genitori e i professionisti dell'aiuto si rivolgono a me sono: bisogno di adeguate informazioni relative all'adolescenza, difficoltà nella relazione e/o nella comunicazione con ragazzi e ragazze, gestione dell'emotività, senso di inadeguatezza o insicurezza rispetto alle proprie scelte educative, necessità di confronto e sostegno per trovare e costruire il proprio stile educativo, desiderio di crescita personale/professionale.

 

Se vuoi capire meglio cosa fa un'educatrice e come potrebbe esserti utile, puoi leggere questi articoli del blog che ho selezionato per permetterti di avere un'idea precisa di cosa faccio e come:

Educazione, buone maniere, istruzione 

Consulenze di supporto genitoriale

L'adolescenza

 
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Dopo due anni di lavoro in teatro come drammaturga, inizio a fare l'educatrice e non smetto più.

Nel corso di un decennio svolgo questo faticoso e straordinario mestiere in due comunità educative per minori, due comunità terapeutiche, un servizio per la formazione all'autonomia per disabili e, infine, presso un servizio di tutela minori. 

Quindi, sperimento diversi contesti, ma mi occupo in prevalenza di minori e famiglie.

 

Il mio percorso di studi, che affianca quello professionale, è ampio e ricco. 

Prendo la laurea specialistica in Filosofia (2009), la laurea specialistica in Psicologia clinica (2015) e infine, per coronare il mio sogno professionale, la laurea triennale in Scienze dell'educazione (2019). Inoltre, sempre nel 2009, sono Licensed Master Practitioner in PNL (programmazione neuro-linguistica). 

Curiosa instancabile e "secchiona" inguaribile, negli anni approfondisco vari aspetti ed elementi del lavoro educativo con minori e famiglie: tutela del minore, psicopedagogia dello sviluppo, teoria dell'attaccamento, psicoanalisi infantile, positive parenting, sostegno alla genitorialità, comunicazione efficace, neuroscienze.

 

Nel 2015 scopro il metodo dell'estensione della consultazione partecipata e ne faccio il mio strumento principale. 

Attualmente collaboro con l’associazione scientifico culturale Dina Vallino per la divulgazione di questo approccio e la formazione di educatori, assistenti sociali e psicologi.

 

Negli anni di lavoro nel pubblico vedo sempre più chiaramente l'importanza di progetti preventivi e di azioni volte al sostegno della quotidianità. 

Nell'ultimo periodo, quindi, maturo pian piano il desiderio di aiutare le famiglie in modo diverso: senza lunghe liste d'attesa né, d'altra parte, cronicizzazioni degli interventi; secondo progetti specifici, che rispondano puntualmente ai bisogni e alle richieste; attraverso procedure, strumenti e setting più agili, snelli e brevi.

Parallelamente, mi rendo conto che il mio bagaglio, esperienziale e formativo, può essere utile per altri educatori e professionisti dell'aiuto. Considerate le competenze, tutte teoriche e generiche, degli operatori del sociale, è davvero importante fornire loro supporto, linee guida e strumenti per far fronte alla complessità e alla delicatezza delle situazioni che incontrano ogni giorno.

 

Sicché, infine, prendo coraggio e decido di fare la mia parte per costruire il mondo che vorrei: 

  • un mondo dove si interviene a supporto dei normali bisogni delle famiglie e non solo per il recupero di situazioni già compromesse;

  • un mondo dove sempre più genitori scelgono di superare l'educazione tradizionale per seguire i principi dell'educazione positiva;

  • un mondo dove si parla dell'adolescenza come dell'età delle opportunità e non più come del periodo del turmoil;

  • un modo dove nelle scuole e nelle case è diffusa una cultura psico-pedagogica di base;

  • un mondo dove il valore delle professioni pedagogiche viene riconosciuto.