Auto-educazione

Aggiornamento: 2 feb

Questo articolo costituisce la trascrizione, un po' rivisitata ma comunque fedele, dell'episodio 9 del mio podcast Nel frattempo



Cos'è l'auto-educazione? E perché è importante?

Empatia, ascolto attivo, autorevolezza, contenimento, rispetto… Sono tanti i principi educativi di cui sentiamo parlare. Eppure, dell’auto-educazione, che è un principio importante (almeno) quanto gli altri, si parla pochissimo. Forse dipende dal fatto che è particolarmente difficile da applicare...

Il principio dell’auto-educazione stabilisce che, per poter educare gli altri, occorre innanzitutto educare se stessi.


Sappiamo ormai molto bene che i bambini apprendono attraverso l’esperienza. Questo significa anche che imparano moltissime cose osservando gli adulti di riferimento e interagendo con loro.

Ma anche gli adolescenti e i preadolescenti sono osservatori molto attenti e acuti…

Quindi noi adulti non possiamo predicare bene e razzolare male, perché i bambini e gli adolescenti ci guardano e chiedono verità e autenticità. Non possiamo pretendere da loro qualcosa che noi stessi non facciamo, o aspettarci di ricevere da loro qualcosa che nemmeno noi offriamo, o insegnare e trasmettere ciò che noi per primi non mettiamo in campo.

E' importante che noi adulti diventiamo consapevoli del fatto che il nostro compito principale è dare l’esempio e essere d’esempio, assumendocene tutta la responsabilità!

Cosa significa questo? Innanzitutto, comprendere che la nostra persona, il nostro essere, è la testimonianza più immediata e più tangibile che offriamo ai nostri figli. E, conseguentemente, comprendere che l’educazione è qualcosa che nasce da dentro, molto in profondità, e non un atteggiamento esteriore o un elenco di comportamenti virtuosi.


Ecco perché occorre educare innanzitutto noi stessi – osservandoci, dedicando del tempo al dialogo interiore, mettendoci in discussione con gentilezza, occupandoci della nostra crescita ed evoluzione.

I comportamenti, le dinamiche relazionali, le parole, i valori, gli ideali e l’immaginario che cerchiamo di promuovere e di trasmettere - penso per esempio a gentilezza, autostima, risoluzione dei conflitti, assenza di pregiudizi, rispetto per l’ambiente etc - dobbiamo prima costruirli e nutrirli dentro di noi.


Arrivati a questo punto, mi sembra utile e interessante notare che il principio dell’auto-educazione è coerente con la concezione psico-pedagogica della genitorialità come processo, cioè con l’idea che diventare genitore significa entrare in una linea evolutiva che continuerà per tutta la vita, ossia esercitare una funzione che si modifica e si "aggiorna" in relazione allo sviluppo del figlio, agli eventi della vita e anche alla propria crescita.

L’auto-educazione, infatti, è un percorso che non hai mai fine, un processo che non giunge mai a compimento. Forse è anche per questo che spaventa sempre un po' e che a volte risulta faticoso. Ma spesso la difficoltà maggiore è quella di cominciare. Quindi il mio consiglio è: iniziate!



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