Educazione, buone maniere, istruzione

Aggiornato il: feb 21

"Le parole non le portano le cicogne", come scriveva Vecchioni circa vent'anni fa. Risalire all'origine di un termine, ripercorrerne la storia, può aiutare a chiarire il suo significato di più che cercarlo sul dizionario.

Per iniziare a raccontare chi è l'educatore, e perché non è un insegnante né una persona ben educata, vorrei partire proprio dalle parole stesse, dalle etimologie.


Educare deriva dal latino educere ovvero dal verbo "ducere", che significa guidare, preceduto dal prefisso "e", che indica un movimento verso l'esterno. Ecco che allora educare è l'atto di condurre fuori, di tirare fuori.

L'educatore, quindi, non è qualcuno che cerca di inculcare le buone maniere a bambini e ragazzi, rendendoli meglio educati. E non è nemmeno un maestro o un professore. Educare, infatti, non è insegnare. L'etimologia dei due verbi ci suggerisce la differenza, quasi la contraddizione.

Insegnare deriva dal latino insignare, ovvero dal verbo "signare", che significa segnare, preceduto dal prefisso "in", che significa dentro. Ed ecco che allora insegnare è l'atto di segnare dentro, imprimere nella mente.


L'educazione riguarda lo sviluppo e il benessere degli individui. L'insegnamento riguarda la conoscenza e quindi l'acquisizione di nozioni, capacità, competenze. L'ambito delle pratiche educative non è la scuola, che è piuttosto la "casa" della didattica. I contesti nei quali si fa educazione sono molteplici e vari, così come tanti e diversi sono i soggetti a cui sono rivolti gli interventi educativi che, è sempre bene ricordarlo, non riguardano solo i bambini.

Educatore e insegnante sono due figure professionali differenti, che hanno funzioni diverse, si pongono obiettivi diversi e svolgono mansioni diverse. Non è un caso, credo, che educatori e insegnanti non condividano nemmeno il Ministero, che per i primi è quello del lavoro e delle politiche sociali (che fino al 2009 comprendeva anche la salute) mentre per i secondi quello dell'istruzione, dell'università e della ricerca.


L'educatore è un professionista dell'aiuto e si occupa di cura. Qui entrano in gioco altre due importanti distinzioni: quella tra clinico e sociale, le due aree dell'aiuto, e quella tra terapia e cura, le due azioni corrispondenti alle due aree. L'educatore, come ho già detto, ha come obiettivo della sua pratica il benessere - quindi non la conoscenza, ma nemmeno la guarigione.

Il suo aiutare non diventa mai un assistere né un sostituirsi. Rimane sempre un semplice accompagnare. E' in questo senso che mi piace usare la metafora della guida alpina per raccontare il mio lavoro.




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