La verità, signorə, sui corsi on demand

Con questo testo (riadattato da una mia newsletter primaverile) cerco di rispondere alle domande di colleghe e colleghi sui corsi on demand



Chiariamolo subito: aprire un e-commerce non equivale a pronunciare una formula magica!

Non vi ritroverete su un'isola tropicale a divertirvi mentre i vostri corsi si vendono da soli generando un fatturato a sei cifre. E questo vale sia che abbiate già un'attività sia che partiate da zero.


È senz'altro vero che il commercio elettronico - cioè, tecnicamente, la vendita di beni o servizi su internet, tramite piattaforme online - può offrire moltissime opportunità.

Ma è altrettanto vero che si tratta di un tipo di business specifico e complesso, impossibile da affrontare senza una preparazione adeguata.

Costruire e gestire un e-commerce richiede diverse competenze, sia tecniche sia trasversali. Occorre, per esempio, fare un’analisi di mercato, individuare il target, stabilire la value proposition, calcolare il punto di breakeven, preparare un buon piano di marketing, definire la brand identity, predisporre i percorsi degli utenti, decidere quale piattaforma di vendita utilizzare o eventualmente crearla…

Ovviamente, c’è una bella differenza tra la costruzione di un vero e proprio e-commerce e la creazione di un singolo video-corso poi venduto sullo spazio di qualcun'altro (ente, associazione, collega). Ma anche se deciderete di optare per una soluzione del secondo tipo, non vi arricchirete per magia e dovrete comunque occuparvi della maggioranza degli aspetti che ho indicato sopra.


Per spiegarvi meglio cosa significa davvero, nel concreto, costruire un e-commerce, vi racconto la mia esperienza, fase per fase.

  • L'intenzione. Volevo fortemente rispondere a un certo vuoto formativo, offrendo a colleghe e colleghi percorsi efficaci, dal taglio pratico, a prezzi accessibili.

  • L'idea. Quel purpose ha poi preso la forma di un'immagine precisa: una piattaforma di corsi on demand destinata specificatamente a educatori, educatrici, pedagogisti e pedagogiste.

  • Il progetto. Ho quindi iniziato a progettare. Ho chiesto consulenze e studiato; ho raccolto informazioni sui passaggi burocratici e sugli obblighi legali; ho calcolato i costi e fatto lo studio di fattibilità; ho ipotizzato collaboratori, tematiche e tempi.

  • La pianificazione. Con il supporto di una consulente finanziaria, ho preparato il business plan - che, per la cronaca, non è solo il piano finanziario, ma un documento molto più ampio e completo. Ho definito obiettivi, strategie, fasi.

  • La programmazione. Sulla base della pianificazione, che riguardava un periodo di quattro anni, ho programmato tutte le attività dell'anno in corso, declinando ogni attività in azioni specifiche.

  • Ciak, azione! Solo a questo punto, ho organizzato il lavoro e iniziato, finalmente, a costruire la piattaforma e-commerce e a produrre il primo corso. Oltre, ovviamente, a sbrigare tutte le pratiche necessarie: registrazione presso la Camera di Commercio, aggiunta del codice ateco secondario, iscrizione alla (seconda) gestione Inps, scrittura di termini e condizioni di vendita...

E quanto ai corsi on demand, per chi se lo stesse chiedendo: non si tratta solo di scrivere e/o registrare i contenuti! Il materiale va sottoposto a qualcuno (beta reader o tester) e quindi revisionato, oltre che editato.

Ma c'è altro: la struttura, colori e font, il titolo, la copertina, eventuali esercizi, gli inevitabili imprevisti e gli altrettanto inevitabili errori...

E non finisce qui, ché poi ci sono la strategia di vendita, la selling page, il lancio, la vendita continuativa, verifiche periodiche, aggiustamenti e revisioni...


A questo punto, vi sarà chiaro che avere un e-commerce non è una passeggiata. Al contrario, è sfidante, impegnativo e, sì, costoso.

Personalmente, trovo il commercio elettronico molto affascinante, oltre che estremamente utile. Per loro natura, infatti, i corsi on demand sono democratici: hanno prezzi più bassi e sono fruibili da ovunque in qualsiasi momento.


Spero che la mia esperienza possa servirvi a farvi un’idea più concreta e realistica di cosa significhi costruire e gestire un e-commerce.

Per curiosità, domande o dubbi, scrivetemi qui sotto, nei commenti.



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