Pianificate, pianificate, pianificate!

Questo articolo è ispirato a una chiacchierata con Maria Fantini (consulente finanziaria esperta in pianificazione strategica e operatrice di scrittura evolutiva) del 29 novembre 2021



Ve lo dico subito: per un'attività libero professionale, la pianificazione è un aspetto vitale!

Improvvisando, aumentiamo di molto le probabilità che le cose non funzionino. Ma, quand'anche il business andasse bene, ci ritroveremmo in balia degli eventi (o del caso o della fortuna) e quindi in una situazione imprevedibile e poco sostenibile sul lungo periodo.


La pianificazione viene spesso confusa con la strategia finanziaria e vista come una sorta di esercizio previsionale. Ma pianificare è ben altro che stabilire gli obiettivi economici sulla base di desideri e impressioni!


  • La pianificazione parte dai dati e ritorna ai dati.

Preliminare alla nostra prima pianificazione è una seria e onesta analisi, sia di noi stessə come professionistə sia del nostro mercato di riferimento.

A questi primi dati di partenza ne aggiungeremo via via di nuovi, sempre più accurati e precisi, raccolti nelle fasi di monitoraggio e verifica degli obiettivi. Questi dati ci restituiranno un’immagine più approfondita e concreta della nostra attività. Sicché potremo fare previsioni sempre più realistiche e, quindi, pianificare ogni volta in modo più efficace.


  • La pianificazione comprende anche la definizione del business.

Non solo il business model, ovviamente, senza il quale non avremmo gli “ingredienti” necessari alla pianificazione.

Ma anche mission, vision e valori, che costituiscono l’essenza della nostra attività e perciò sono la bussola e la cartina che dobbiamo tenere tra le mani mentre pianifichiamo.


  • La pianificazione permette di stabilire le priorità.

Innanzitutto, perché ci fornirà i parametri a cui fare riferimento nella programmazione delle attività e poi nell’organizzazione dell’agenda, consentendoci quindi di gestire il tempo secondo una prospettiva di medio-lungo periodo.

Poi, perché ci porterà, nei casi di incertezza o difficoltà, a prendere decisioni strategiche e autentiche, cioè corrispondenti agli obiettivi che ci siamo postə e coerenti con l’essenza del nostro lavoro (quindi con il nostro cuore).

E infine, perché ci aiuterà a capire su cosa investire. O meglio: a cosa destinare quella percentuale del nostro guadagno che avremo stabilito di destinare alla crescita della nostra attività – materiale, mobilio, pubblicità, formazione, mentoring etc.

Su questo, permettetemi un affondo. Quando decidiamo di metterci in proprio, siamo solitamente cautə e attentə negli investimenti perché siamo ben consapevoli che il denaro è una risorsa scarsa. Mentre tendiamo a non considerare che anche il tempo lo è, in verità ancor più del denaro. Tracciare le spese, capire come risparmiare, scegliere accuratamente gli investimenti è importante, certo.

Ma è importante pure tenere bene a mente a cosa abbiamo deciso di dedicare (più) tempo ed energie. In libera professione, ci ritroveremo a occuparci di tanti aspetti diversi del lavoro e a ricoprire differenti ruoli. Inoltre, avremo continuamente nuove idee, nuovi progetti e nuove opportunità. Distrazione, dispersione, stanchezza, stress e senso di inefficacia sono, soprattutto agli inizi, rischi difficili da evitare anche con una buona organizzazione, figuriamoci senza…


  • La pianificazione sostiene la motivazione.

Spoiler: costruirci “su misura” il nostro lavoro non ci renderà dei concentrati di passione perenne, entusiasmo inscalfibile, soddisfazione costante e gratitudine.

Ci saranno momenti, talvolta periodi, in cui ci sentiremo affaticatə, stanchə, disorientatə, frustratə e demotivatə… E una buona pianificazione ci aiuterà ad ascoltarci, a ricentrarci, a trarre insegnamento dall’errore, a ritrovare slancio e ispirazione.


Buon business plan a tuttə!





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