Sull'ADM (assistenza domiciliare minori)

Aggiornato il: apr 7

Due testi - scritti a un anno di distanza l'uno dall'altro - sugli interventi domiciliari con bambini e adolescenti nell'ambito della Tutela Minori. Due poesie che tentano di mettere a fuoco la posizione dell'educatore in questo impegnativo, delicato, meraviglioso servizio. (Perché per me il testo poetico questo è: domanda, scandaglio, sguardo lieve, connessione profonda, intimità.)



In queste case d’altri

a volte mi chino

a raccogliere un calzino

a tirare l’angolo del lenzuolo

a spostare un filo elettrico

a buttare cartacce o avanzi

a prendere uno zaino da terra

a cercare un giocattolo smarrito


e piegandomi mi inchino

– una riverenza –

a quelle loro vite acerbe

di bambini, di adolescenti

con storie marginali

che agghindano a festa

per confondersi nelle piazze

e nei banchi di scuola


– piccole storie fragili

che a toccarle servirebbero

i guanti del cristallo

e a cui invece spettano

i nostri palmi screpolati

di falegnami


Eppure a volte mi chino

anche per sollevarli tra le braccia

o per lasciargli un bacio in fronte

e in questi gesti di confine

piegandomi mi elevo

all’altezza del cuore



Noi entriamo nelle loro case

loro entrano nei nostri cuori

– un’equazione necessaria

per pareggiare i conti

raddrizzare la misura


A loro tocca di aprire la porta

a noi di spalancare il petto

– siamo noi

che accogliamo! –

e ogni volta in ogni casa

impariamo da capo

certe mosse da funamboli

per attraversare i corridoi

reggendo la sbarra del cuore

scalzi e sgraziati


Ci infiliamo anche negli angoli

tra polvere, mostri e timori

raccogliamo da terra incubi e ansie

inciampiamo in gioie e futuri possibili

accettiamo caffè, disegni e vaffanculo

e impariamo a farci da parte

intessendo reti con mani anonime

scansandoci dal nostro nome proprio

per essere solo dita di Penelope


Diciamo: x sta a noi come tu sta a voi

(x : noi = tu : voi)

ci facciamo incognita dell’equazione

per reggere il segno di uguale



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